Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla inginocchiati, bendati e con le mani legate hanno aperto una nuova crisi diplomatica tra Italia e Israele. La premier Giorgia Meloni ha definito “inaccettabile” il trattamento riservato ai manifestanti fermati dalle forze israeliane e ha convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina chiedendo spiegazioni formali e scuse ufficiali.
La reazione italiana è arrivata dopo la diffusione di video pubblicati dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che mostrano gli attivisti detenuti al porto di Ashdod mentre vengono derisi. In uno dei filmati il ministro passeggia tra file di persone inginocchiate e ammanettate pronunciando frasi come “Benvenuti in Israele” e definendo i partecipanti “sostenitori del terrorismo”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di un trattamento “lesivo della dignità della persona”, e Meloni ha annunciato che il governo stia operando “ai più alti livelli istituzionali” per ottenere il rilascio immediato dei cittadini italiani coinvolti. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha criticato duramente quanto accaduto, affermando che “non si fa il bene di Israele” con atteggiamenti di questo tipo.
I primi rientri e i cittadini italiani coinvolti
Tajani ha annunciato che i primi due italiani della Flotilla, il parlamentare Antonio Carotenuto e il giornalista Leonardo Mantovani, rientreranno in Italia nella serata di mercoledì. La Farnesina ha riferito di essere in contatto diretto con le autorità israeliane e con il porto di Ashdod per fornire assistenza consolare ai cittadini italiani fermati.
Secondo le informazioni diffuse dal team legale che segue il caso, sono circa trenta i cittadini italiani coinvolti nell’operazione israeliana, insieme a due cittadini spagnoli e un cittadino americano residente in Italia. Gli avvocati hanno depositato una nuova denuncia presso la procura di Roma chiedendo il rilascio immediato degli attivisti e maggiori garanzie sulla loro sicurezza.
Intanto 87 partecipanti alla missione hanno avviato uno sciopero della fame. Gli organizzatori accusano Israele di aver “rapito” i loro compagni in acque internazionali e parlano apertamente di “pirateria”. La Global Sumud Flotilla ha definito il trattamento dei fermati “vergognoso e riprovevole”, sostenendo che uomini e donne siano stati “esposti come trofei” durante la visita di Ben Gvir ad Ashdod.
Divisioni anche dentro Israele
La vicenda ha provocato tensioni anche all’interno dello stesso governo israeliano.
Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha attaccato pubblicamente Ben Gvir, accusandolo di aver arrecato “danni allo Stato” con una “performance vergognosa” e scrivendo sui social: “Tu non sei il volto di Israele”.
Anche il primo ministro Benjamin Netanyahu ha preso le distanze dai video del suo ministro, pur ribadendo il diritto di Israele a impedire alle flottiglie di raggiungere Gaza. In una dichiarazione, Netanyahu ha affermato che il comportamento di Ben Gvir “non è in linea con i valori e le norme di Israele”, annunciando l’intenzione di espellere rapidamente gli attivisti fermati.
Il caso ha rapidamente acceso il dibattito politico anche in Italia. M5S, Avs e Pd hanno chiesto al governo di assumere una posizione più dura nei confronti di Israele, con richieste che vanno dalle sanzioni fino alla sospensione dell’Accordo di associazione tra Unione europea e Israele.

